Tutero e ombrello, la tradizione in tempo di pandemia

Il clima di festa, così caldo e familiare a San Felice, quest’anno non c’è. E certo non potrebbe esserci, vista la grave situazione epidemiologica in città, oltre che in Italia. Ma il Covid19 non fermerà la bella e benaugurante tradizione nolana del tutero e ombrello, un’usanza antica, legata alla solennità di San Felice ma che strizza l’occhio al profano e alle credenze popolari. Il lungo torrone nolano, il “tutero”, è da generazioni l’omaggio dell’uomo alla sua donna nel giorno della festa patronale, un omaggio che è un gesto d’amore, simbolo di prosperità e protezione, che la tradizione prevede sia regalato in abbinamento ad un ombrello. La Pro Loco Nola Città d’Arte, soprattutto in questo anno difficile, invita la comunità a riscoprire e diffondere questa consuetudine con un contest fotografico. L’autore dello scatto che entro domenica 15 novembre avrà raggiunto più like su facebook e su instagram utilizzando gli hashtag #adistanzadiuntutero e #sottolombrellodisanfelice e taggando l’account della Pro Loco Nola, vincerà una dolce sorpresa. 

#Contagiamocididolcezza è il terzo e ultimo messaggio che l’associazione invita a diffondere sui social, infatti in Pro Loco fino al 15 è possibile ritirare l’ombrello ed il tutero per rinnovare la tradizione e sostenere le pasticcerie nolane che ne sono custodi. 

Dal palazzo comunale l’invito a vivere la festività di San Felice nel pieno rispetto delle misure di contenimento della pandemia, una priorità ricordata dall’assessore alla cultura Ferdinando Giampietro: “È un anno particolare e, come avvenuto nella festività di San Paolino, è il momento per riscoprire il senso vero delle nostre devozioni. È un momento che ci chiama alla responsabilità, al rispetto reciproco e alla tutela di ciò che veramente conta. Questo non impoverisce ma avvalora la festività patronale di San Felice, occasione di preghiera e di unione per tutta la città che l’amministrazione comunale intende rappresentare con l’accento e di un cero presso la statua del nostro Felice, e del compatrono Paolino, il giorno 15”.

“Le feste patronali sono l’occasione per riscoprire le radici e le tradizioni della propria comunità e fare un salto nella Nola di altri tempi, dove la devozione, la festa, le abitudini erano scandite con dovizia di particolari” – ha aggiunto l’assessore alla protezione civile, fiere e mercati Elvira Caccavale – “purtroppo quest’anno l’epidemia sta impedendo di portare avanti qualsivoglia iniziativa che comporti convivialità ed aggregazione ma rivolgo ai concittadini e ripeto a me stessa l’invito a rispettare le regole per il contenimento dei contagi e soprattutto ad acquistare  torrone e ombrello con la speranza  che porti tanta salute alla nostra città e che il Nostro San Felice possa proteggerci e vegliare su Nola affinché questo brutto periodo passi in fretta e la comunità tutta possa tornare all’opera più forte di prima. Buona San Felice a tutta la città!”.

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