Il Coronavirus visto dalla terra dei fuochi

Ogni giorno un pezzo della Terra dei Fuochi vola lassù, in cielo. Nell’indifferenza, in mezzo alle fiamme bruciano le nostre speranze. Si disperdono in quel fumo nero che puzza di morte.

Qui si combatte a tutte l’età contro i tumori. Abbiamo imparato ad essere più elastici al dolore per non farci spezzare. I nostri guerrieri lottano ogni giorno con coraggio. Le nostre battaglie per una vita migliore non faranno mediaticamente molto rumore.

Ma trovo profondamente sbagliato pensare che il Covid-19 (Coronavirus) stia togliendo visibilità ad altre questioni socialmente più drammatiche. Trattare questa emergenza sanitaria come qualcosa che non ci tocca e non ci deve riguardare è altrettanto errato pensare: “tanto è soltanto un’influenza! Che porta complicazioni solo alle persone anziane, agli immunodepressi e a chi ha patologie pregresse.”

Ma vi siete mai chiesti quanti letti per terapia intensiva ci sono nelle province italiane? E quanti di questi sono già occupati da pazienti che hanno subito traumi, ustioni, operazioni chirurgiche. Anche se percepite come eccessive, le misure che si stanno applicando per tentare di arginare l’espandersi dei focolai epidemici, sono necessarie.

Trattare le persone più fragili di salute come delle vite tranquillamente sacrificabili non è molto diverso rispetto all’indifferenza con la quale vengono trattati i nostri malati oncologici.

In una terra martoriata come la nostra stiamo dimenticando che dovremmo tutelare loro per primi con delle semplici regole civili e di buon senso nel proprio quotidiano. Che dovrebbero esistere sempre, non solo in via eccezionale causa virus.

La mascherina c’è chi la porta tutti i giorni per proteggersi dai vari batteri, infezioni, malattie che potenzialmente potrebbero colpire creando complicazioni nei pazienti oncologici o affetti da altre patologie. In queste settimane la nostra società è stata messa a nudo. Siamo totalmente privi di quella tanto e sbandierata empatia verso il prossimo di cui tanto ci vantiamo.

Basta vedere come ogni momento è buono per cercare di sminuire per forza qualsiasi drammatica emergenza. Fare paragoni tra le varie tragedie, come se si potesse svalorizzare ogni vita umana, in base ad una scala che ha per cinismo il suo metro di misura .

Gli ultras delle battaglie sociali che gridano che la povertà e la fame nel mondo fanno più morti, sono d’accordo, ma proprio lì in quel preciso istante in cui si usa questo tema, che si mostra l’incoscienza. Proprio perché esistono condizioni di estrema povertà in molti paesi nel mondo, dove mancano anche le strutture ospedaliere, per questi ultimi la percentuale di morte aumenterebbe ulteriormente.

E’ come confrontare le vittime della guerra. Chi riesce a salvarsi dai bombardamenti non vedo perché esporlo ad un virus di cui già noi in condizioni normali abbiamo difficoltà a gestire.

Tutto quello che riguarda la vita umana ci deve importare in equal misura. Non si deve essere allarmisti ma bisogna essere coscienziosi e responsabili.

Noi della Terra dei Fuochi non ci voltiamo dall’altra parte!

Fabiola Crisci

Fabiola Crisci

Web writer freelance/blogger con la passione della fotografia: ho sempre visto questa opportunità come un mezzo di divulgazione costruttiva.