Il 10 e l’11 settembre 1943 rappresentano giorni indelebili nella storia di Nola e dell’Italia meridionale, segnati dall’eccidio compiuto dalle truppe naziste, la prima strage tedesca in Italia e una delle più gravi nel sud del Paese durante la Seconda Guerra Mondiale. Un episodio drammatico, che nonostante la sua gravità, ha una memoria oggi purtroppo ancora troppo labile.
I fatti
Nel 1943, Nola ospitava due importanti reparti militari italiani: l’80º Distretto Militare, presso la Reggia “Orsini”, e il Deposito del 48º Reggimento di Artiglieria Divisionale, nella Caserma “Principe Amedeo” (poi “Cesare Battisti”), situata nella Piazza d’Armi. Dopo lo sbarco alleato a Salerno del 9 settembre, le truppe tedesche al comando di Albert Kesselring concentrarono le loro forze nella zona, con l’intento di organizzare una resistenza ferrea.
Il 10 settembre, un tentativo tedesco di disarmare i soldati italiani sfociò in uno scontro armato: due militari tedeschi su una motocicletta aprirono il fuoco dopo il rifiuto italiano di consegnare le armi. Nel conflitto rimase ucciso un civile, Giuseppe De Luca, mentre uno dei soldati tedeschi venne catturato. Poco dopo, una delegazione italiana, nonostante fosse disarmata e avesse sventolato bandiera bianca, fu attaccata e il tenente Odoardo Carrelli perse la vita.
Il giorno successivo, il 11 settembre, la 2ª Compagnia Corazzata “Hermann Göring”, guidata dal Leutnant Gerhard Tschierschwitz, giunse davanti alla Caserma “Principe Amedeo”. Nonostante la coraggiosa resistenza italiana, le truppe furono disarmate e dieci ufficiali vennero fucilati sommariamente, in un atto di brutalità che segnò profondamente la comunità locale.
Nei giorni successivi, la repressione continuò con l’uccisione di civili come Antonio Mercogliano e Gaetano Santaniello, coinvolti in attività di sabotaggio contro le linee telefoniche tedesche. Tuttavia, il 1º ottobre, la popolazione nolana riuscì a riprendere le munizioni dalla locale caserma dei Carabinieri e a fronteggiare con successo le truppe tedesche, costringendole ad abbandonare la città.

La commemorazione
In occasione del 82°anniversario, l’amministrazione comunale, in collaborazione con la sezione nolana di ANPI deporrà una corona di alloro al monumento ai caduti in piazza Matteotti. La manifestazione è prevista verso le ore 10.30. In serata, alle ore 19.00, presso l’atrio del palazzo comunale, sarà invece proiettato il docufilm “L’eccidio di Nola”
Le vittime e gli eroi
Tra i caduti, spiccano i nomi di dieci ufficiali insigniti della Medaglia di Bronzo al Valor Militare, e in particolare del tenente Enrico Forzati, decorato con Medaglia d’Oro al Valor Militare per il suo coraggio nell’offrirsi volontario per sostituire un commilitone. Tra le vittime si ricordano anche civili e giovani partigiani, come Giuseppe De Luca, Antonio Mercogliano, e Gaetano Santaniello, che persero la vita nella lotta per la libertà.
Elenco delle vittime principali:
10 settembre 1943
- Giuseppe De Luca (studente liceale, caduto nello scontro armato in Piazza d’Armi)
- Giuseppe Napoletano (contadino, caduto sul Ponte di Ciccone)
- Ten. Cpl. Edoardo Carrelli (docente universitario, ucciso durante l’attacco alla delegazione italiana)
11 settembre 1943
- Col. Amedeo Ruberto (Comandante 80º Distretto Militare di Nola)
- Col. Michele De Pasqua (Comandante 48º Reggimento di Artiglieria Divisionale)
- Cap. Roberto Bernizzone
- Cap. Mario De Manuele (commerciante)
- Ten. Consolato Benedetto
- Ten. Enrico Forzati (decorato con Medaglia d’Oro al Valor Militare)
- Ten. Piero Nizzi
- Ten. Alberto Pesce (architetto)
- Ten. Giuseppe Sidoli
- S.Ten. Gino Rosario Iacovone
- Art. Domenico Michele Russo
- Biagio Minichini (morto in scontro armato con i tedeschi)
13 Settembre 1943
- Rocco Sasso (morto in scontro armato con i tedeschi)
- Altri civili, tra cui almeno una giovane donna, morti per bombardamenti tedeschi
26 settembre 1943
- Antonio Mercogliano (caduto per sabotaggio delle linee telefoniche ferroviarie)
- Gaetano Santaniello (caduto per sabotaggio delle linee telefoniche ferroviarie)
Ottobre 1943
- Giovanni Franzese (caduto in scontro armato sul Ponte di Cimitile)
- Vito Barone (morto durante il cannoneggiamento tedesco su Piazza Matteotti)


