Stefania P. Nosan, “vi racconto la mia bicicletta nera”.

Gli anni delle guerra, della povertà. Un periodo in cui, per spostarsi, il modo più rapido, era quello di pedalare. Nasce su queste fondamenta “la bicicletta Nera”, romanzo della scrittrice Stefania P. Nosan.


Prima di conoscere le origini di questa storia, è doveroso partire dalle origini di chi l’ha scritta.

Sono orgogliosamente friulana e lo dico sempre, mi piace viaggiare e leggere. Per dieci anni ho vissuto nel Lazio, precisamente ai Castelli Romani. Un’esperienza indimenticabile, perché mi ha dato la possibilità di immergermi nella storia e nell’arte, ma il richiamo alle mie origini mi ha riportato a Udine.

Il suo romanzo “La bicicletta nera”, è ispirato a una storia vera, possiamo dire, che si è ispirata a fatti accaduti nella sua famiglia?
Sì, è tratto da una storia realmente accaduta, ma non della mia famiglia. Il discendente del protagonista qualche anno fa mi raccontò la sua vicenda familiare. Durante il racconto immaginai il tutto, così chiesi il permesso di riportare per iscritto l’intera narrazione. Così è nato il romanzo.

Quando ha iniziato la stesura del romanzo? 
Nel 2016 erano tante bozze, poi un giorno ho iniziato a sistemarle e a dare loro una forma leggibile. Ho dovuto rivedere i fatti storici perché alcune parti sono romanzate, quindi non volevo fare errori storici, lo studio intrapreso mi ha aperto nuovi orizzonti e nuove storie da raccontare.

Che difficoltà incontra uno scrittore durante la stesura di un romanzo, per di più ispirato a una storia vera?  Riuscire a far capire e amare i personaggi al lettore. Chi legge dovrebbe entrare in empatia con i protagonisti e la storia. Dalle recensioni, tutte positive, posso affermare che con La Bicicletta Nera ci sono riuscita, spero anche con i prossimi.

Perché questo nome per il romanzo? È forse un simbolo di speranza, di fuga?
La bicicletta allora era tutto; il mezzo per andare a lavorare, per viaggiare, per commerciare. Era un bene prezioso specie in quel periodo di guerra e povertà. Mio nonno mi raccontò che andò in viaggio di nozze con la bicicletta.

Umberto ed Emma sono i protagonisti del romanzo, allora le chiedo: quanto di Emma e di Umberto c’è in lei?
I nomi dei protagonisti sono un tributo a mia nipote che è la mia gioia e di mio nonno, il quale mi teneva sulle ginocchia e mi raccontava episodi della Seconda guerra mondiale. In ogni romanzo metto qualcosa di me: sogni non realizzati, speranze anche qualche particolare del carattere, specie nelle donne che le descrivo tutte con un carattere forte e combattivo.

Dietro la stesura di un Romanzo, c’è tanto studio e fatica, com’è riuscita a coniugare il tutto con la sua vita privata?
Devo dire che non è stato facile, ma mio marito, i miei figli e gli amici hanno compreso bene il lavoro che stavo facendo. La fatica è stata ricompensata quando sono arrivate le recensioni e la candidatura al premio Campiello.

Stefania quando scrive, da cosa viene ispirata?
Da tutto quello che riesce a emozionarmi, che rimane impresso nella mente e che poi per giorni mi martella. A volte mi fermo ad ascoltare e guardare la gente che mi circonda immaginando la loro vita, i loro sogni e le loro speranze; praticamente vivo di film mentali.

Cosa si sente di consigliare a un giovane che vorrebbe approcciarsi al mondo della scrittura?
Di leggere, leggere e leggere, poi di non pensare che pubblicato un romanzo di aver raggiunto la vetta. L’umiltà deve essere un punto fermo, perché è la salvezza nel momento che si ricevono le critiche. Inoltre di non farsi prendere dalla voglia di pubblicare a tutti i costi, così da accettare contratti da case editrici a pagamento; da quelle è meglio starci lontano.

Quali sono i suoi autori preferiti? James Patterdon, Lilli Gruber, Hannah Arendt ed E. Wiesel

Impegni per il futuro? 
Sto per entrare in editing con un romanzo storico sulle Portatrici Carniche che verrà pubblicato da Ensemble Edizioni, a novembre con Bertoni Editore entrerò in editing con un romanzo giallo contemporaneo. Poi sono attiva, tramite un Magazine, in alcuni progetti contro la violenza verso le donne e il bullismo

Rosa Spampanato

Rosa Spampanato

35 anni di passione per la scrittura, la musica e la moda.