Nola “esiliato”. A Cercola la prima gara casalinga

Comunicato S.S. Nola 1925

“Il Nola in che serie gioca?” Queste parole, pronunciate dall’assessore allo Sport (!) prima della presentazione del Nola ai propri tifosi, sono l’amara fotografia del medioevo politico e sociale in cui è sprofondata la città di Giordano Bruno. Un periodo buio iniziato anni fa, quando lo stadio comunale di Piazza d’Armi fu prima abbandonato, poi parzialmente demolito, per lasciare spazio ad un Museo della Cartapesta mai realizzato.

Di cartapesta, piuttosto, sembra fatta la macchina burocratica comunale. Incapace di raccogliere le istanze d’una società di calcio, impegnata per il secondo anno di fila nel campionato di Serie D (qualcuno informi l’assessorato allo sport). Campionato che comincia senza una casa dove ospitare le avversarie, alcune gloriose come Palermo e Savoia. Cosicché il Nola e i suoi tifosi sono costretti ad esiliare.

Per oltre due mesi, lo staff del presidente Alfonso De Lucia si è recato più volte al Comune per sciogliere gli ultimi nodi che negavano l’agibilità dello Sporting. Ore di attesa prima di essere ricevuti. Promesse e raccomandazioni. Tutto vano.

 Domenica 8 settembre, in occasione della 2° giornata del Girone I di Serie D, i siciliani del Marsala saranno ospitati all’Arena di Cercola.

Tutta l’amarezza del pres. Alfonso De Lucia: “Questa situazione distrugge le nostre speranze e quelle dei tifosi di riportare il Nola tra le migliori società della Campania. Siamo senza casa ed ora senza entusiasmo per via di una vicenda che ha dell’assurdo. Il Comune si è impelagato in un vortice di burocrazia che ad oggi non ci consente di aprire le porte dello Sporting Club ai tifosi ed alle società che affronteremo. Si tratta di una mancanza vergognosa che ci costringe in esilio a Cercola dove, nonostante mille problemi economici e sociali, ci sono strutture sportive capaci di ospitare eventi importanti. Questa è Nola e questi sono gli atteggiamenti che uccidono lo sport e le speranze delle future generazioni. Avevamo chiesto rispetto per il Nola e i nolani e di tutta risposta abbiamo ricevuto solo false promesse sia da un punto di vista istituzionale che imprenditoriale. In questi due mesi siamo stati trattati come “l’ultima ruota del carro”. Siamo stanchi e scoraggiati – ha concluso Alfonso De Lucia – questa città sta toccando il fondo”.