“In Corea cantano le nostre canzoni in napoletano”. Il successo, oltre confine de “La Maschera”

di Rosa Spampanato

Se Napoli racchiude in se le mille sfumature dell’arte, loro ne sono una prova lampante. La Maschera è una delle formazioni musicali made in Napoli che sta portando nel mondo le sonorità delle terre del Vesuvio. Ma attenzione, benché i loro testi siano in napoletano, siamo totalmente distanti dal filone neo-melodico. Il loro sound affonda nel folk, nella musica etnica e nella world music. Quella che, per intenderci, era il marchio di fabbrica di uno dei grandi nomi della nostra musica, tale Pino Daniele.

La Maschera nasce nel 2013 – ci racconta il frontman della gruppo, Roberto Colelladall’incontro fra me e Vincenzo Capasso. La band partecipa a un contest il cui premio era un videoclip. La Maschera non vince, ma un regista presente tra il pubblico decide comunque di voler fare il videoclip con loro. Nasce così il video di quello che sarà il primo singolo della band, “Pullecenella”.

Nel novembre 2014 viene pubblicato ’O vicolo ‘e l’alleria, il loro primo album, per l’etichetta Full Heads, cui segue PascoSofia nel novembre 2017.
Il nome, La Maschera, nasce dalla passione dello stesso Colella di disegnare maschere. Ma è anche un omaggio alle opere pirandelliane e a Eduardo De Filippo, un baluardo in difesa di una memoria troppo spesso frustrata.

Attraverso i testi, La Maschera racconta le mille sfaccettature di Napoli: In molte canzoni sono ritratte volutamente immagini del mondo che mi circonda – afferma Colella – Talvolta l’attenzione è puntata su dinamiche che ho vissuto in città, talvolta invece la narrazione si estende, immaginando storie di terre lontane che entrano in contatto con noi ogni giorno.

Emozione nel coinvolgere generazioni diverse grazie alla musica, riempiendo i teatri, in particolare quelli Napoletani. Impressi nella memoria, i concerti al Teatro Bellini: La prima volta fu un’emozione fortissima riuscire a riempire un teatro che ho sempre amato, in cui ho assistito a tanti spettacoli, fu emozionante salire su quel palco con le proprie canzoni

la maschera

Il 2018 è l’anno del Premio Andrea Parodi (contest italiano dedicato alla world music), riconoscimento importante per il cammino del sodalizio. L’emozione non è stato ricevere il premio in sé. Personalmente mi è piaciuto scoprire persone splendide e atmosfere musicali nuove e diverse. La musica sarda meriterebbe molta attenzione in più. E’ sicuramente bello ottenere un ‘riconoscimento’, ma ero già prima e sono ancora convinto che la musica vada vissuta profondamente, aldilà di qualsiasi attestato o targa.

Volendo approfondire nel dettaglio le sonorità che La Maschera usa nel suoi pezzi, Colella ci risponde secco: “Quello che suggerisce l’ambientazione del testo”. Siamo legati al concetto di ‘world music’ principalmente per poter spaziare da un genere all’altro, pur mantenendo il filone della canzone d’autore. Ci piace tanto sperimentare, approfondire culture straniere e provare a miscelarle con quelli che sono i suoni della nostra terra

Tour nelle principali città italiane, e poi Portogallo, Canada, Corea ed ora il Festival Internazionale Folkest. Un giro del mondo ricco sensazioni diverse:Raccontarle tutte credo sia difficile, il succo è che siamo sempre più innamorati di questo lavoro. Mi sento fortunato per la possibilità di viaggiare portando in giro la nostra musica, specie in questo momento storico. Ogni paese ci dona qualcosa di prezioso, a livello umano più di ogni altra cosa. Ad esempio, nell’ultimo giro di concerti all’estero, in Corea, abbiamo visto centinaia di persone ballare sulle nostre note e ripetere alcune parole in napoletano, scene surreali che non dimenticheremo mai.

Il futuro de La Marschera, nelle parole del suo frontman, è ben delineato: Nei prossimi mesi ci sono concerti importanti e nel frattempo sto scrivendo nuove canzoni, dopo l’estate ne ascolterete sicuramente. In realtà, qualcuna sta già effettuando il “rodaggio” nei concerti di questi giorni. Trovo sempre stimolante suonare pezzi nuovi ai concerti. Un grazie sincero a chi ce vò bene! Più in generale, a chi ascolta e accoglie, anche quando va di moda la disumanità .

Sito ufficiale_
https://www.lamascheraofficial.it/

Rosa Spampanato

Rosa Spampanato

35 anni di passione per la scrittura, la musica e la moda.